Motomondiale: l’era post Valentino Rossi è già iniziata

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La storia del Mondiale di Motociclismo ha segnato diverse epoche in base alla nazionalità dei piloti dominanti. Dai “Marziani” americani ed australiani fino agli spagnoli, passando per l’Italia agli inizi di secolo. Negli ultimi anni la disputa è tra italiani e spagnoli. Mentre in MotoGP è la spagna a dettar legge con un Marc Marquez inarrestabile, in Moto2,  Moto3 e perfino nel Mondiale Junior, sono gli italiani a dominare.

Numeri alla mano, se fino a qualche anno fa era difficile, salvo qualche eccezione, trovare italiani nei primi cinque classificati ad ogni gara, ora la tendenza si è invertita. Gran parte del merito va a Valentino Rossi e alla sua VR46 Accademy, dove giovani talenti come Franco Morbidelli, vigente Campione di Moto2, Francesco Bagnaia, attuale leader nella categoria intermedia, o Bezzecchi, primo in Moto3, hanno perfezionato la loro tecnica.

Valentino Rossi è il primo a pronosticare un futuro ricco di successi per i piloti italiani.

Così come il buon Carletto Pernat che alla Gazzetta dello Sport ha dichiarato: “L’Italia è messa meglio della Spagna, tanto nel numero quanto nella qualità dei piloti. Possiamo mantenere questo livello per molti anni. Il futuro, incluso per la MotoGp, è assicurato”.

Sulla stessa linea anche Fausto Gresini : “Il ricambio generazionale è assicurato per l’Italia grazie alla presenta di vari “súper talenti” e delle strutture necessarie per mantenere le scuole di formazione. Ora in Italia, col CIV, la VR46 Academy o personaggi come Paolo Simoncelli, si può applicare lo stesso metodo che usò la Spagna negli ultimi anni.”

Insomma, l’Italia si sta preparando per l’era post Valentino Rossi gettando basi solide con piloti che già sono una realtà nel motomondiale.