TT in rosa,tutto cominciò con Baryl Swain

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Negli ultimi anni la quota rosa nel motociclismo è cresciuta parecchio, non solo in sella, ma in qualsiasi settore relativo a questo sport, donne meccanici, ingegneri, addetti stampa si vedono sempre più spesso.

Tutto ebbe inizio con Baryl Swain la prima coraggiosa a partecipare al Mondiale di Motociclismo (all’epoca il TT era tappa del Motomondiale) in forma individuale. Non fu la prima donna che vista al TT, poiché abbiamo esempi come quello di Inge Stoll in 1954 che fu compagna in sidecare di Jacques Drion.

Beryl, nata a Walthamstow il 22 gennaio 1936, segretaria di professione, sposò Eddie Swain, proprietario di un’officina di motociclette e con lui la passione per le due ruote. Considerata da tutti una donna emancipata per il suo tempo, Baryl ne diede conferma nel 1962 quando divenne la prima donna a terminare il Tourist Trophy.

Il suo debutto, segnò anche il debutto delle donne nel Mondiale, in uno degli eventi più mitici e allo stesso tempo più pericolosi dello sport delle due ruote, il TT dell’Isola di Man. Beryl Swain arrivò ventiduesima in una griglia di venticinque piloti, ma la sua partecipazione fu criticata in primo luogo dalla Federazione Internazionale di Motociclismo (FIM) che arrivò a revocarle la licenza di pilota in quanto all’epoca si considerava il motociclismo un sport troppo pericoloso per le donne.
Questo non la fermò del tutto, e negli anni successivi Beryl prese parte a numerose gare nazionali principalmente nella categoria 50cc, ma occasionalmente corse anche con moto di 500cc.

Beryl Swain deceduta nel maggio 2007, fu una donna coraggiosa che portò avanti con forza la causa sua e di tante altre donne di poter diventare pilota a tutti gli effetti e benché dovesse arrendersi senza poter vedere ricompensati i suoi sforzi a breve termine, dieci anni dopo la sua ritirata tutto cambiò, e le donne tornarono ad essere presenti nel TT Isla di Man.
Da allora, anno dopo anno, aumentano le donne che vogliono dedicarsi al motociclismo ed i risultati che si stanno ottenendo sono ammirabili, come la vittoria di Ana Carrasco nel Mondiale di Supersport 300, ma continua ancora a rimanere molto da fare.